mercoledì 31 gennaio 2024

La "Tosca" di Puccini inaugura il nuovo secolo...

Per la diciassettesima puntata del viaggio in musica nei secoli oggi parlerò dell'opera che aprì il Novecento.

Con il passaggio al nuovo secolo cambiano molti aspetti della vita Europea. Basti pensare che i lampioni stradali e l'illuminazione passa dal petrolio al gas e poi all'utilizzo dell'elettricità modificando la vita di tutti i giorni delle persone. Nelle strade Europee e Americane si vedono girare strane macchine con quattro ruote chiamate automobili che inizialmente spaventano la gente. I cavalli e le carrozze lasciano il posto ai primi tram pubblici.

Il 27 gennaio del 1901 a Milano muore Giuseppe Verdi con un funerale pubblico a cui parteciperanno migliaia di persone. Richard Wagner muore a Venezia il 13 gennaio del 1883 e anche lui avrà un funerale degno di un capo di stato.

14 gennaio 1900. All'Opera di Roma (Teatro Costanzi) va in scena "Tosca", opera in tre atti su musica di Giacomo Puccini, libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica tratto da "La Tosca" del francese Victorien Sardou (di fianco il poster per la prima dell'opera). A inizio del 900 Puccini è già considerato da pubblico e critica come il degno prosecutore di Giuseppe Verdi. La sua fama in pochi anni va ben oltre l'Italia e si afferma in Europa e soprattutto in America. Il Metropolitan Opera House di New York mette in scena le sue opere con grande successo di pubblico e critica. La sua "Bohème" è il capolavoro che lo impone definitivamente al pubblico e insieme alla "Traviata" sono le opere italiane più eseguite nel mondo. La sua "La Fanciulla del West" è commissionata dalla Metropolitan Opera Company di New York decretando un nuovo successo di pubblico e critica. 

La prima rappresentazione di questo dramma storico in versione teatrale (del drammaturgo Victorien Sardou sui rivoltosi romani contro lo Stato Vaticano che pagarono con il sangue la loro rivolta) andò in scena a Parigi il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte San Martin e Sarah Bernhardt (diva dell'epoca) interpretò il ruolo principale di Tosca. Come succede nel mondo teatrale c'erano critici e spettatori che apprezzarono e c'erano i detrattori (leggete questo link alla voce "Le difficoltà della prima rappresentazione"). Ma poi arrivò il successo per V. Sardou e Sarah Bernhardt (di lato in una foto e stampa dell'epoca).     

Puccini (foto di lato) era un personaggio a tutto tondo. Carattere forte e deciso si diploma al Conservatorio di Musica di Milano (dedicato a G. Verdi) e i suoi maestri sono Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli (per brevità di spazio non riesco a parlare di loro). Segue lo stile italiano e lo rinnova aggiungendo anche l'esotismo (come per "Madama Butterfly" e "Turandot") molto amato dal pubblico. A Milano stringe amicizia con un altro toscano come lui e cioè Pietro Mascagni, anch'egli destinato al successo.
 Quest'anno sono passati cento anni dalla sua morte.



Puccini e Mascagni fanno parte di quella tendenza
letteraria come Giovanni Verga e Luigi Capuana (collegato al Naturalismo di Emile Zola) e musicale post romantica chiamata Verismo insieme a Ruggero Leoncavallo, Umberto Giordano e Francesco Cilea

In quegli stessi anni un altro italiano si fa strada nella lirica ed è Arturo Toscanini. Giovane violoncellista nato a Parma, nel 1886 si uni ad una compagnia d'opera in tournée in Sudamerica ma in Brasile il direttore d'orchestra entrò in contrasto con gli orchestrali e lasciò l'incarico. Il sostituito, contestato dal pubblico, abbandonò. E così Toscanini a 19 anni, incitato dai colleghi, iniziò la sua carriera di direttore d'orchestra.

Dal 1860 Milano diventa l'epicentro del movimento artistico letterario chiamato "Scapigliatura" che poi si affermerà in tutta Italia. Il termine (dal francese "Bohème, vita da zingari") è collegato alla vita vagabonda e anticonformista degli artisti a Parigi. L'uso dell'assenzio va per la maggiore a Parigi come a Milano (in campo artistico e non solo) o in altre capitali europee, citato da Oscar Wilde ("Un bicchiere d'assenzio, non c'è niente di più poetico al mondo. Che differenze c'è tra un bicchiere d'assenzio e un tramonto?"). Il letterato, librettista e compositore italiano Arrigo Boito frequenta questi circoli milanesi e collabora con G. Verdi per i libretti del "Falstaff" e "Otello", oltre al suo capolavoro operistico "Mefistofele". Verdi sa che Boito fa uso di assenzio ma non ne fa una questione, è tollerante e chiude un occhio perché di Boito apprezza l'arte e il livello culturale. (nella foto Boito e Verdi in una foto d'epoca). Edgar Degas dedicherà un quadro all'assenzio.

Come primo ascolto vi propongo la scena madre quando Tosca
uccide il Barone Vitellio Scarpia Capo della Polizia romana
che in precedenza l'aveva ricattata per avere un amplesso con lei
(interessante questo link storico)

Tosca è Maria Callas, Scarpia è il baritono Tito Gobbi
Carlo Felice Cillario dirige l'Orchestra del Royal Opera House
di Londra, la regia è di Franco Zeffirelli del 1964
l'interpretazione di Maria Callas è da brividi...
 

Come altro ascolto vi propongo l'aria del terzo atto della Tosca
 "E Lucevan le Stelle" dalla versione cinematografica del 1976
Mario Cavaradossi è interpretato da un grande Placido Domingo 
Raina Kabaivanska interpreta Tosca. Regia di Gianfranco De Bosio
Bruno Bartoletti dirige la New Philharmonia Orchestra


Se ancora oggi possiamo ascoltare le opere di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e di tanti altri compositori dobbiamo ringraziare il coraggio, e la lungimiranza, dell'Editore Giovanni Ricordi, ai suoi discendenti (vissuti fra 800 e 900) e alla sua Casa Editrice di Milano. Per chi ha memoria la Casa Ricordi era diffusa nelle maggiori città italiane con vari punti vendita di strumenti musicali, dischi e soprattutto l'acquisto o il noleggio di partiture. Nel 1994 il pacchetto azionario di maggioranza passa al gruppo tedesco Bertelsmann (link in tedesco) che dal 2007 lo cede alla Universal Music group (link in inglese) salvo l'archivio storico musicale rimasto in Italia. La catena dei negozi è passata al gruppo Feltrinelli.


Il prossimo post è dedicato al pianista e compositore Erik Satie

Come sempre grazie a tutti per le visite

lunedì 29 gennaio 2024

Addio alla Musa di Fellini

Sono quei post che non vorresti mai scrivere ma, alla bella età di 90 anni, se ne è andata Sandra Milo conosciuta come "La Musa di Fellini". Ha recitato con tutti i grandi registi del cinema come C. Sautet, A. Pietrangeli, J. Renoir, R. Rossellini, U. Gregoretti, D. Risi. P. Avati e soprattutto con Federico Fellini (e tanti altri registi) con 72 film in carriera a cui va aggiunta la carriera nel teatro e nella televisione.

Lunghissimo l'elenco degli attori che hanno recitato con lei ne cito solo alcuni M. Mastroianni, A. Sordi, J. P. Belmondo, V. Gassman, E. De Filippo, G. Tognazzi

Me la ricordo in 8 e mezzo di Fellini (di lato con il regista negli anni '60) oppure "Fantasmi a Roma" (non dico sconosciuto ma poco ci manca) e con una vita sentimentale degna delle sue colleghe dive del cinema.


Eccola in un piccolo estratto video dal film
8 e Mezzo con le musiche di Nono rota


E un breve trailer del film "Fantasmi a Roma"
sempre con la musica di Nino Rota


Addio Sandra Milo e riposa in pace

sabato 27 gennaio 2024

Parigi e le avanguardie fine 800

Per il sedicesimo appuntamento della storia della musica oggi parlerò di alcune avanguardie parigine della fine dell'800.

Se Vienna vive un periodo importante (come ho scritto nel precedente post) Parigi non è da meno. Anzi, di nuove tendenze ne nascono più di una e in diversi settori. Il primo movimento è l'Impressionismo che si sviluppò velocemente a Parigi, in Francia e in altri paesi europei dalla metà dell'800 sino all'inizio del 900, e nello stesso periodo nacque anche l'Impressionismo in Musica.

Successivamente, all'inizio del 900, alcuni di questi artisti confluiranno nel movimento Fauves (o fauvismo, dal francese "belve, selvaggi").

In molti danno questo quadro di Claude Monet
come inizio dell'impressionismo dal titolo
"Impressione, levar del Sole"


Gli Impressionisti

Già nelle prime mostre nel 1860 gli impressionisti ebbero vita difficile. Resoconti dell'epoca parlano di contestazioni violente della componente tradizionalista, addirittura con persone che si mettono le mani addosso. Gli esponenti sono tanti, ne citerò alcuni come Berthe Marie Pauline Morisot e la sorella Edma entrambe figlie d'arte (loro padre era J. H. Fragonard) Camille Pissarro o Pierre-Auguste Renoir ma in breve tempo se ne aggiunsero altri. Eugene Delacroix, Théodore Rousseau e Jean F. Milet sono considerati preimpressionisti. La nuova tendenza prese piede all'estero, penso al pittore inglese William Turner. In tutti i casi fra il 1874 e il 1879 l'impressionismo si affermò come pubblico e critica.
Il Circuito di Mallarmé

Il secondo movimento parigino prese il nome dal poeta, scrittore e drammaturgo Stéphane Mallarmè. Il suo salotto fu frequentato da pensatori ma anche musicisti, pittori, poeti e scrittori come Victor Hugo, Théodore de Banville, Charles Baudelaire. È un circuito filosofico e spiritualista che va per la maggiore a Parigi. Negli anni fra la metà dell'800 sino al 1910 in quel salotto arrivarono Marcel Proust, André Gidé, Jean Cocteau, Paul Valery, Arthur Rimbaud, Paul Verlaine, Emile Zola (solo per citarne alcuni). Oppure musicisti come Claude Debussy, Maurice Ravel ed Eric Satie. Ma anche donne come le dive dell'epoca Sarah Bernhardt, Emma Calvè o Colette.
La Nascita del Cinema

Parigi, 1895. Due fratelli appassionati di fotografia ripresero e proiettarono su un grande schermo le immagini di un treno a vapore in movimento. Erano i fratelli Auguste e Louis Lumiére. (foto di lato) In America qualche anno prima Thomas Edison e il suo aiutante, il regista e inventore inglese William Kennedy L. Dickson, brevettarono un Kinetoscopio che permetteva di proiettare immagini in movimento. Ma sono in molti a dare a Georges Méliés l'invenzione del cinema (come ben descritto nel film "Hugo Cabret" di Martin Scorsese). Il suo primo film è del 1896 ("Una Partita a Carte" in pratica un remake dell'epoca da un film dei Lumiére) oppure "Il Viaggio nella Luna" del 1902. Interessante questa clip.
Alla prima proiezione pubblica a Parigi dei fratelli Lumiére, quando il treno a vapore arriva in stazione i giornalisti dell'epoca scrissero che il pubblico, impaurito, si alzò e fuggì spaventato dalla sala perché la locomotiva e il treno sembrano talmente reali da dare l'impressione di uscire fuori dallo schermo (comportamento più che comprensibile direi).

Per l'ascolto musicale di Claude Debussy
vi propongo il 
"Preludio al Pomeriggio di un Fauno"


Il video è un estratto dal film "Allegro, non troppo" di Bruno Bozzetto


Fu proprio Mallarmé che ispirò a Debussy questo poema
sinfonico capolavoro dell'impressionismo in musica,
ripreso nel 1912 dai Ballets Russes e interpretato da V. Nijinskij

Purtroppo non ho tempo per parlare di compositori come
H. Berlioz, C. Gounod, C. Saint Saens o J. Massenet

Il prossimo post è dedicato all'opera "Tosca"
di Giacomo Puccini che inaugura il '900

Come sempre grazie a tutti per le visite
e buon fine settimana

mercoledì 24 gennaio 2024

L'Esotismo in Musica nell'800

Per il quindicesimo appuntamento del viaggio in musica nei secoli parlerò dell'esotismo nel mondo musicale dell'epoca.

Nell'800 l'esotismo e il mondo lontano dalle nostre abitudini e tradizioni aveva un grande fascino sul pubblico europeo ed ebbe successo sino ai primi trent'anni del 900. Ad esempio Giacomo Puccini (a cui dedicherò un post) fu capace di esaltare questo argomento con le sue opere come "Madama Butterfly" ambientata in Giappone e "Turandot" (foto di lato) ambientata in Cina (lo spunto viene Carlo Gozzi da una sua commedia del 1762 e le musiche di scena "Turandot" di Carl M. von Weber nel 1809).


Ma l'opera di cui voglio parlarvi è "Lakmé" di Léo Delibes. La prima esecuzione (foto di lato) andò in scena all'Opéra Comique di Parigi il 14 aprile del 1883. L'origine del titolo dovrebbe proviene dalla figura della Dea dell'India Lakshmi protettrice della luce, della saggezza, dell'abbondanza e del destino. È la consorte di Visnù e madre di Kama, protettrice dell'amore. L'opera è ambientata durante il dominio inglese dell'India, quando gli induisti praticavano la loro religione e i loro riti di nascosto perché proibiti dai colonialisti.



L'ascolto di oggi che vi propongo è 
"Il Duetto dei Fiori" dall'opera "Lakmé"

Ecco un breve riassunto dell'opera

La scena evoca un rituale dove Lakmé, figlia di un Bramino,
raccoglie fiori, insieme alla sua serva Mallika, che poi
andranno ad abbellire l'altare dedicato agli Dei

Qui Lakmé incontra Gérald, un ufficiale Inglese, e i due si innamorano.
Ma il loro amore suscita la gelosia del sommo sacerdote Nilakantha che,
nel secondo atto, accoltella Gérald. Lakmé porta Gérald in un nascondiglio
nella foresta per curarlo. Giunge Frédéric, un ufficiale, che dice a Lakmé
che Gérald dovrà tornare al reggimento. Lei, disperata per aver perso
l'uomo che ama, si suicida mangiando fiori velenosi mentre il
suo amato Gérald, indebolito dalla ferita, muore fra le braccia di lei


Quella che vi propongo è una versione storica su disco
con il soprano Joan Sutherland e il mezzo soprano Jane Barbié
Richard Bonynge dirige l'Orchestra Filarmonica di Montecarlo

Il secondo ascolto che vi propongo da quest'opera
è "L'Aria delle Campanelle" dove Lakmé è interpretata
dal soprano di coloritura Sabine Devieilhe


Ascoltate bene le capacità vocali del soprano coloritura
l'Orchestra Les Siècles è diretta da François Xavier Roth

Il prossimo post è dedicato
alle avanguardie dell'ottocento a Parigi

Come sempre grazie a tutti per le visite

martedì 23 gennaio 2024

Addio a "Rombo di Tuono"

E così (ahimè) ieri se ne è andato Gigi Riva, calciatore e sportivo di un calcio fatto di fatica, onestà e compensi ricevuti negli anni '60 e '70 che non erano certo quelli di oggi. Un calcio piacevole, entusiasmante e divertente che non tornerà mai più. Ha fatto parte del Cagliari Campione d'Italia nel 1970 vincendo un campionato che pochi credevano che quella squadra fosse in grado di compiere quell'impresa, dando gioia e orgoglio a Cagliari e alla Sardegna.

L'Avvocato Gianni Agnelli offrì un Miliardo di vecchie lire (una barca di soldi per l'epoca) per portarlo alla Juventus, ma lui rifiutò e rimase a Cagliari. Ricordo bene quella squadra allenata da Manlio Scopigno (foto di lato con Gigi Riva) che metteva insieme Gigi Riva, il portiere Enrico Albertosi, l'ala volante Angelo Domenghini, Claudio Nené, l'attaccante Sergio Gori o il coriaceo difensore Pier Luigi Cera.

Avevo dieci anni e a Genova, storicamente, c'erano tante famiglie o persone provenienti da Cagliari o dalla Sardegna, e quando il Cagliari vinse quel campionato ricordo di averli visti sinceramente felici, contenti e orgogliosi (potenza del calcio di una volta). 

Fu il giornalista Gianni Brera a dargli il soprannome di "Rombo di Tuono". E i suoi gol sono indimenticabili sia con il Cagliari ma anche con la Nazionale con il gol che fece vincere l'Italia la finale Europea del 1968 o il gol nella storica semifinale mondiale del 1970 a Città del Messico, quell'Italia - Germania 4 a 3 che chiamano "La Partita del Secolo".

E dire che Gigi Riva, nato a Leggiuno in provincia di Varese, a Cagliari non voleva andarci, ma quando decise di trasferirsi decise di non andarsene mai più da Cagliari e dalla Sardegna.

Addio "Rombo di Tuono". Hai fatto sognare e hai portato gioia non solo Cagliari e un'isola ma anche tutta l'Italia.

sabato 20 gennaio 2024

Movimenti culturali nell'800...

Per il quattordicesimo appuntamento del viaggio della musica nei secoli questa volta parlerò di alcuni dei grandi cambiamenti dell'epoca. L'800, forse più di altri secoli, è il periodo in cui il tradizionalismo si oppone, in modo duro e tenace, alle tante avanguardie che comunque prendono piede nella società europea.

La Secessione Viennese

Mentre l'opera lirica prosegue la sua crescita creativa in Europa, avvicinandosi alla fine del secolo le nuove avanguardie si fanno vedere e sentire in modo altrettanto forte e convinto. Basti pensare, ad esempio, alla Secessione Culturale Viennese (il Palazzo della Secessione è un esempio interessante) che coinvolse l'architettura, il design, la pittura e la musica. (foto di lato: Giuditta I di G. Klimt)


Gustav Klimt è uno dei pittori di questo gruppo, ma ci sono anche gli architetti e urbanisti Otto Wagner, Max Fabiani, Joseph M. Olbrich, Josef Hoffmann, i pittori Egon Schiele, Koloman Moser, Carl Moll. Queste persone lasciarono l'Accademia delle Belle Arti di Vienna per formare un gruppo autonomo. La stessa cosa avvenne anche in Germania a Monaco di Baviera e a Berlino. Questo movimento è contemporaneo ad altri movimenti come l'Art Nouveau e l'influsso che il Modernismo ebbe nell'architettura

Nella foto di lato un altro quadro di Klimt del 1901 dal titolo "Igea" che nell'antica Grecia era la Dea della salute, della pulizia e dell'igiene (figlia di EpioneAsclepio) raffigurata con un serpente sinonimo di cambiamento e guarigione. Commissionata a Klimt per il soffitto dell'aula magna dell'Università di Vienna fu rifiutata e contestata. Klimt, indignato, quando vide arrivare nel suo studio i funzionari dell'Università (che comunque dovevano portare via il dipinto) li minacciò con un fucile e diede indietro i soldi che aveva avuto per l'opera. Confiscato dai nazisti nel 1943 e nascosto in Germania il quadro purtroppo è andato perso nel 1945, distrutto dalle SS per non farlo cadere nelle mani delle forze alleate nell'incendio del Castello di Immerdorf. Fu grazie ad August Lederer e Koloman Moser (estimatori e contemporanei di Klimt) se oggi abbiamo ancora foto e bozzetti.

Il Manifesto di Gustav Klimt del 1898
per la prima esposizione della Secessione
"Al Tempo la Sua Arte, all'Arte la Sua Libertà"
questo è il motto scritto sul Palazzo della Secessione


Vienna vive un'espansione culturale che ha un impatto notevole nella società a vari livelli. E' il cosiddetto periodo chiamato "Austria Felix", l'utopia di un'idea in cui il potere degli Imperatori riuscisse a creare benessere e felicità in tutte le classi sociali dell'epoca (e forse in parte ci sono anche riusciti). Le donne riescono a conquistare per se stesse un certo livello di autonomia personale.

La nascita della Psicoanalisi

L'altro grande evento è la nascita della psicoanalisi. Sigmund Freud (foto di lato, uno dei fondatori) nel 1895 la chiamerà "La Terza Rivoluzione". Ma non è da solo, ci sono anche lo svizzero Gustav Jung e l'austriaco Albert Adler. L'impatto nella società sarà a dir poco radicale ma, soprattutto, rapido e veloce ben oltre i confini austriaci espandendosi in tutto il mondo. Senza dubbio quella della psicoanalisi è la rivoluzione più efficace e potente fra le nuove tendenze nate a cavallo fra fine 800 e inizio del 900.
Molti artisti dell'epoca si affidarono alle cure della psicoanalisi. I più famosi furono il compositore Gustav Mahler e la moglie Alma Mahler. Ma, come dicevo, la diffusione nella società viennese fu veloce e la gente comune frequentò lo studio di uno dei tre psicoanalisti che ho citato anche se (non è inutile segnalarlo) l'aiuto non era gratis. Tuttavia i tre analisti crearono una loro casistica e, in alcuni casi, lo fecero a titolo scientifico e quindi senza chiedere soldi in cambio. (foto di lato Gustav Jung)

Gustav Mahler
è un compositore importante a cavallo fra due secoli. Le sue composizioni sinfoniche sono sempre alquanto impegnative per tutti (direttore d'orchestra, orchestra, solisti e coro) potrei dire monumentali. Come compositore non ebbe vita facile in un periodo con molta concorrenza, penso a Richard Strauss ad esempio. La sua carriera fu ostacolata da gelosie altrui che in alcuni periodi della sua vita turbarono lui e il suo ambiente. La stessa creatività la riversò anche nella direzione d'orchestra. Dal 1897 Mahler, a trentasette anni, assume l'incarico di quella che oggi è la Staatsoper di Vienna ancora sotto l'Impero, un incarico al massimo prestigio. Una carriera culminata nel 1908 quando esordì in America al Metropolitan Opera House per dirigere alcune opere di Wagner e Mozart.

Alma Mahler Schindler nacque a Vienna nel 1879 in una famiglia immersa nella cultura. Ebbe un legame con Gustav Klimt, fu pianista di talento e divenne amica del  compositore Alexander von Zemlinsky. Fu la musa di Gustav Mahler ma anche di Walter Gropius (architetto, urbanista, designer e inventore della Bauhaus in Germania) di Franz Werfel (scrittore e drammaturgo austriaco) e l'amante del pittore Oscar Kokoschka. Fece girare la testa a molti uomini e donne dell'epoca a Vienna e anche all'estero.


Di Gustav Mahler vi propongo due ascolti
dalla Sinfonia n°5 Claudio Abbado
dirige i Berliner Philharmoniker 
con il primo movimento "Trauermarsch"


e sempre dalla stessa sinfonia il celebre "Adagetto"
Claudio Abbado dirige l'Orchestra del Festival di Lucerna
È il tema del film "Morte a Venezia" di L. Visconti



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e buon fine settimana

giovedì 18 gennaio 2024

L'Italia del Risorgimento

Per la tredicesima puntata del viaggio in musica nei secoli questa volta parlerò del Risorgimento Italiano. 

Il miglior esempio che posso proporvi è l'inizio di un film capolavoro di Luchino Visconti del 1954 dal titolo "Senso" dall'omonima novella di Camillo Boito (fratello maggiore del compositore Arrigo Boito di cui parlerò in un prossimo post) interpretato, fra gli altri, da Alida ValliFarley Granger e Massimo Girotti.

Venezia, al Teatro la Fenice va in scena "Il Trovatore" di G. Verdi. Siamo nella primavera del 1866 e il Governo Italiano ha stretto una nuova alleanza con i Prussiani per cacciare una volta per tutte gli Austriaci dalla Lombardia, dal Veneto e da altre zone del Nord Est italiano. La guerra di liberazione italiana ha inizio...



Quella che vedete nel film non è finzione. Al contrario, oserei dire, è la perfetta ricostruzione di un fatto realmente accaduto alla Fenice di Venezia in quella primavera del 1866. Nei volantini che dall'alto del Loggione cadono in platea c'è scritto "Viva V.E.R.D.I.", che non è riferito a Giuseppe Verdi anche se il compositore parteggiava per i rivoltosi. Quella frase significa "Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia".

E come mai i rivoltosi parteggiavano per un Re in un'epoca in cui le teste coronate europee venivano contestate e combattute? Perché Re Vittorio Emanuele II di Savoia (oltre a voler cacciare gli Austro Ungarici) accettava la Costituzione e i Diritti conseguenti.

La contestazione prende il via dopo che il tenore ha finito di cantare la cabaletta "Di Quella Pira!". (di fianco il poster storico del "Trovatore"). Se guardate le facce degli ufficiali austriaci seduti in platea, noterete che dopo lo stupore hanno un'espressione del viso che sembra dire: "Che succede?...Ahh si! I soliti italiani casinisti".

Tuttavia lo stratagemma del volantino non passo inosservato. Al contrario la censura Austro Ungarica conosceva i rivoltosi italiani e subito dopo la contestazione scattano gli arresti.

Fu il Feldmaresciallo Joseph Radetzky a sottomettere il Lombardo - Veneto dopo i moti rivoluzionari italiani del 1848 ma che coinvolsero gran parte dell'Europa chiamata anche "Primavera dei Popoli". Fu Johann Strauss Padre a comporre la celeberrima "Radetzky Marsch" (foto di fianco il poster) quando il Feldmaresciallo tornò a Vienna vittorioso, quella marcia che viene eseguita ogni anno il primo gennaio nel concerto di Vienna dove tutti i presenti ritmano con le mani la marcia vittoriosa.




Come sempre grazie a tutti per le visite
Il prossimo post sarà dedicato a Vienna
e al periodo "Austria Felix"

martedì 16 gennaio 2024

Riflessioni: una Società Malata

"Il vero oscurantismo non consiste nell'impedire
la diffusione di ciò che è vero, chiaro e utile,
ma nel mettere in circolazione ciò che è falso"


Johann W. von Goethe
(Francoforte sul Meno, Germania 1749 - Weimar, Germania 1832)

Ho letto e seguito con stupore, misto a vari stati d'animo, la storia della ristoratrice Giovanna Pedretti
recentemente morta per suicidio dopo i vari passaggi sui social. Adesso la Procura indaga per istigazione al suicidio.

Ma come siamo arrivati a questi drammi? Come è possibile che esistano persone che si mettono a scavare nella vita degli altri per poi alzare il dito accusatorio? 

Ma ho letto che ci sono società online che offrono pacchetti di "buone recensioni" ai titolari di esercizi pubblici...la nostra è una società malata! Una società carica di odio, di smania del voler apparire a tutti i costi. 

Tutto è comprabile, tutto è monetizzabile...

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domenica 14 gennaio 2024

E Rossini si ritira dalle scene...

Per la dodicesima puntata del viaggio in musica nei secoli oggi farò un breve passo indietro di qualche anno rispetto alla "Carmen" di G. Bizet per parlare di Gioacchino Rossini. 

"Quei tenori di razza asinina
che rovinano la mia cavatina"

Gioacchino Rossini

In basso di fianco una vignetta
di Rossini di Hippolite Mailly

3 Agosto 1829. A Parigi va in scena nella Sala Le Peletier (allora sede del teatro dell'opera) "Guglielmo Tell" ultima opera di Gioacchino Rossini, ed è un capolavoro da tutti i punti di vista. Rossini a 37 anni si ritira dalle scene per dedicarsi alla musica da camera e altre composizioni che lui definirà come divertissement. Quando arriva a questa scelta Rossini è un compositore affermato, conosciuto e amato ovunque. Carico di successi e onorificenze da tempo ha lasciato l'Italia per vivere a Parigi. Nel 1823 Stendhal gli dedicherà un libro.

Sposato in prime nozze con la cantante e compositrice spagnola Isabella Colbran (foto di fianco) successivamente sposò la modella parigina Olympe Pélissier. In realtà il suo è un ritiro polemico nei confronti dei detrattori che lo accusano di esser rimasto ancorato alle forme musicali del settecento. Rossini (39 opere in biografia) con creazioni quali "Mosè in Egitto", "La Donna del Lago""Il Viaggio a Reims", la "Petite Messe Solennelle" (o lo stesso "Guglielmo Tell") dimostra una poliedricità anche nel melodramma dell'800. 



Di Rossini vi propongo l'ascolto
del finale dell'opera "Guglielmo Tell"
L'aria è "Tutto Cangia, il Ciel s'Abbella"
con sei solisti in scena più il coro


Di solito di quest'aria si ascolta la versione sinfonica
e per chi ha più memoria ricorderà che negli anni '60
questa era la musica che concludeva i programmi serali della Rai

la regia è di Luca Ronconi, produzione del 1988

Grazie a tutti per le visite
e Buona Domenica

giovedì 11 gennaio 2024

Il Ciclone "Carmen"

Per l'undicesima puntata del viaggio nella musica nei secoli questa volta parlerò di un altro grande capolavoro.

Il 3 marzo 1875 al Théatre National de l'Opéra Comique di Parigi va in scena la prima della "Carmen" di Georges Bizet, opera in 4 atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dall'omonima novella di Prosper Mérimée del 1845. Qui sotto il poster della prima esecuzione teatrale.


Per scrivere quest'opera Bizet (foto in basso di lato) fece un grande lavoro sulla tradizione musicale tra Francia e Spagna senza mai spostarsi da Parigi. Eppure la sua creazione riuscì a descrivere alla perfezione arie, ritmi e musiche relative al mondo Iberico e le zone confinanti con la Francia, come nella scena dei briganti che ricorda i Pirenei. 

Alla prima il pubblico inizialmente reagì bene all'esecuzione e con entusiasmo, come nella celebre aria del Toreador Escamillo e in altre scene. Al contrario il pubblico dimostrò freddezza nel finale. Inoltre nel primo atto, quando le sigaraie escono dalla fabbrica di tabacco, quando incontrano i loro fidanzati o mariti, con le donne che fumano allegre mentre baciano e abbracciano i loro partner, quella scena fu considerata troppo sensuale e suscitò critiche da una parte del pubblico. 

Quindi la prima dell'opera non ebbe un successo completo anche se Bizet ricevette la Legion d'Onore proprio in quel giorno. E tuttavia non poté godere del grande successo che l'opera ebbe nei mesi successivi (e negli anni) perché il compositore morì il 3 giugno del 1875, tre mesi dopo la prima rappresentazione.

Bizet inserisce nell'opera alcuni leitmotiv e brani di sinfonismo orchestrale, cosa che non piacque ad alcuni critici dell'epoca che bollarono l'opera per "eccesso di Wagnerismo". All'epoca il mondo teatrale era diviso fra "Wagneriani" e "Verdiani" anche se (da varie ricerche storiche) non risulta che i due compositori alimentassero questo dualismo. Anzi, al contrario, dalle loro autobiografie risulta un reciproco rispetto e stima, rifiutano il dualismo di scontro pur riconoscendo che la loro musica aveva differenze notevoli.

Friedrich Nietzsche oppose "La Carmen" di Bizet al "Parsifal" di R. Wagner quando il rapporto di amicizia e ammirazione fra il pensatore e il compositore era ormai distrutto e logorato dai dissidi. Per Nietzsche "La Carmen" era "un capolavoro perfetto" qualcosa di innovativo che modificò il pensiero filosofico tedesco con la sua carica musicale e la ricerca della libertà. La tradizione mediterranea solare opposta al tenebroso e malvagio mondo teutonico. "La Carmen" per Nietzsche era un inno alla libertà, che la donna paga con la vita, ma pur sempre un grande esempio con radici molto antiche.


Di quest'opera vi propongo alcuni video tratti dal film "Carmen"
con la regia di Francesco Rosi del 1984, un capolavoro.
Sceneggiatura di F. Rosi e T. Guerra, scene e costumi E. Job
Il film vinse diversi premi in Italia e nel mondo

La celebre "Habanera" ("L'Amour est un oiseau rebelle")



L'Aria del "Toreador"


"La Chanson Bohème" nel campo degli zingari


E il tragico Finale
(la risoluzione video non è delle migliori)


Gli interpreti sono i migliori cantanti per quel periodo:
il tenore Placido Domingo nel ruolo del geloso Don José,
il basso - baritono Ruggero Raimondi nel Toreador
mentre Carmen è la scatenata mezzo soprano Julia Migenes


Come sempre grazie a tutti per le visite

Pausa Estiva...

 "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" Isaac Asimov una sua foto un po' inedita * * * * * * * * * * * * * * * * ...