sabato 30 dicembre 2023

Buona Anno a Tutti!

 AUGURO A TUTTI UN BUON CAPODANNO!
E UN ANNO NUOVO RICCO DI TANTE COSE BELLE!





Vi propongo un bel brano musicale:

Lei è unica e inconfondibile: Barbra Streisand

Ci rileggiamo dopo il 7 gennaio 2023
Grazie a tutti per le visite

giovedì 21 dicembre 2023

Alcuni Solisti dell'800...

Torno sui miei passi, avevo detto che non pubblicavo più post sino al nuovo anno ma ho cambiato idea, e così eccomi qui...

Per l'ottava puntata del viaggio musicale nei secoli è dedicato ai solisti perché l'800 è il secolo del violino e del pianoforte come strumenti principali.

Il Ciclone Niccolò Paganini. Nato a Genova il 27 ottobre del 1782 Paganini, come sappiamo, fu un violinista dalle doti a dir poco eccezionali ma suonava anche la viola e la chitarra oltre ad essere un compositore al passo con i gusti musicali della sua epoca. 

Nato da una famiglia umile (il padre faceva imballaggi nel porto di Genova, la madre era una casalinga) Paganini fu un talento dall'infanzia e un autodidatta, salvo una trentina di lezioni di musica del maestro Gasparo Ghiretti. Repentina e veloce fu la sua ascesa musicale in Italia e in Europa. Nel 1834 si ammalò di tubercolosi (la malattia dell'800 descritta nell'opera "La Traviata" di G. Verdi). Dopo varie visite inconcludenti in alcuni paesi europei, fu il Dottor Sito Borda dell'Ateneo di Pavia che riuscì a capire la malattia e inizialmente lo curò (pensate un po') con il latte d'asina, per poi proseguire con altre cure specifiche ma che non risolsero mai il problema.

In tutti i casi Paganini era un uomo coriaceo e forte interiormente, la malattia non riuscì mai ad abbatterlo. Il suo virtuosismo era a dir poco spettacolare, attirò l'attenzione di molte donne (anche nobili, ricche e famose) che lo amavano come i Re d'Europa che lo invitavano per i concerti. La battuta "Paganini non ripete" la si deve al fatto che spesso improvvisava e per la velocità con cui muoveva le dita si creava delle lacerazioni ai polpastrelli. Quando al Teatro Carignano di Torino Re Carlo Felice chiese a Paganini di replicare un assolo egli rispose con quelle parole perché soffriva di dolori ai polpastrelli. 

Sul fatto che Paganini avesse siglato un patto col diavolo bisogna andarci cauti. Innanzitutto lui si vestiva sempre di nero, aveva un viso scarno e bianchiccio, e oltre alla polmonite soffrì anche della sindrome di Marfan che colpisce vari organi come gli occhi, il cuore ed i vasi sanguigni. Arrivò al punto di non poter neanche più parlare per le malattie e fu il figlio Achille di 15 anni a fargli da traduttore leggendo le parole sulla bocca del padre. Morì a Nizza il 27 maggio 1840 ma il Vescovo di Nizza ne proibì la sepoltura perché lo considerava un eretico. Dopo l'imbalsamatura e vari trasferimenti fu sepolto al Cimitero della Villetta di Parma. Il figlio ed i nipoti proseguirono la valorizzazione e il catalogo delle sue creazioni.

A Genova a metà degli anni '70 dello scorso secolo la sua casa di nascita (foto di fianco) e il Teatro di Paganini (gioielli architettonici di grande valore) furono abbattuti per una speculazione edilizia nel vecchio quartiere del Colle in Via Madre di Dio (in centro storico) che suscitò molte critiche. Ma le ruspe non si fermarono per  costruire un quartiere con la nuova sede della Regione Liguria ancora oggi molto criticato. I turisti che visitano Genova rimangono sbalorditi e scandalizzati nel sapere la fine della casa e del teatro di Paganini. Qualcosa è stato ricostruito a Genova ma non sarà mai quello che era.


Di Paganini vi propongo il celebre
"Capriccio n° 24" eseguito dal M.o Salvatore Accardo


Il secondo ascolto è "La Campanella" per violino e orchestra
Sempre il M.o Salvatore Accardo esegue con l'Orchestra da Camera Italiana


L'altro grande solista dell'800 di cui voglio parlarvi è Franz Liszt. Nacque a Raiding in Ungheria il 22 ottobre 1811 e sin da bambino amò la musica anche per via del padre (un funzionario del Principe Esterhazy) che era un musicista dilettante. Franz Liszt era un talento sin da bambino e si deve a lui la nascita della forma di recital pianistico dell'800, con lui che la tecnica pianista fa un balzo in avanti. Nell'infanzia fu allievo di Antonio Salieri. Nel 1831, trasferitosi a Parigi, assiste ad un concerto di Paganini e rimase affascinato dal suo talento stimolando in lui lo studio del virtuosismo in musica per il pianoforte.


Nella sua vita si esibì davanti ad un certo numero di teste coronate. A Parigi nel 1833 conobbe la Contessa Marie D'Agoult di cui si innamorò ricambiato da lei, e l'anno seguente conobbe anche George Sand. In precedenza era diventato amico di Frédéric Chopin e Felix Mendelssohn. Di Liszt sono famose le sue Rapsodie Ungheresi, il Sogno d'Amore n°3, il Mefisto Valzer e gli Studi su Paganini.

Girovago e vagabondo viaggiò in lungo e in largo in Europa ma, come molti nell'800, adorava l'Italia e alcuni diari dei suoi viaggi sono legati alle sue musiche. Con l'amata Marie D'Agoult in Italia nacquero la figlia Cosima e il figlio Daniel e in precedenza la figlia Blandine. Soggiornò più volte a Venezia, Milano e soprattutto sul Lago di Como che Liszt e la Contessa D'Agoult amavano molto.

Viaggiò per diverso tempo anche in centro Italia e quando giunse a Tivoli, vicino Roma, rimase affascinato da Villa Adriana, Villa Gregoriana e soprattutto dalle cento fontane di Villa d'Este. Fra il 1835 e il 1838 pubblicò le tre suite "Gli Anni di Pellegrinaggio" per pianoforte solo che ebbero successo. Ma senza dubbio uno dei suoi capolavori sono "I Preludi" del 1856, terzo di tredici poemi sinfonici, prendendo ispirazione da Alphonse de Lamartine

Franz Liszt u molto amico di Richard Wagner e fra i suoi più forti sostenitori. Il 25 agosto del 1870 sua figlia Cosima (foto di fianco) sposò Richard Wagner, di 24 anni più vecchio di lei, unione che aveva già creato non pochi problemi e critiche negli anni precedenti alla corte di Re Ludovico II di Baviera, il mecenate di Wagner, perché Cosima lasciò il primo marito Hans von Bulow talentuoso pianista (allievo di Liszt) e direttore d'orchestra prediletto dallo stesso Wagner.

Dopo la morte del marito nel 1883 a Venezia, oltre all'eredità culturale, Cosima assunse la direzione del Festival di Bayreuth sino a quando morì nel 1930. Prima donna ad assumere questo ruolo nella storia della lirica.

Di Franz Liszt vi propongo l'ascolto e la visione di
questo bellissimo video: "Les Jeux d'Eau à la Villa d'Este"


Walter Rehberg al pianoforte

Come sempre grazie a tutti per le visite
e ancora buone feste a tutti

lunedì 18 dicembre 2023

Buon Natale e Buone Feste a Tutti!

 Come ogni anno auguro BUON NATALE E BUONE FESTE A TUTTI!
Passatevela bene con chi amate e con chi volete!

Non pubblicherò altri post sino al nuovo anno
Ma ci rileggiamo a ridosso di capodanno per gli auguri







Ricordatevi queste parole riguardo il cenone di natale...


BUONE FESTE A TUTTI!
Grazie per le visite

venerdì 15 dicembre 2023

Ancora Barricate in Europa...

Per la settima puntata del viaggio in musica nei secoli cercherò di spiegare la situazione politica e culturale che si creò dopo la Rivoluzione Francese.

Non siamo più nel secolo dei lumi. Dall'inizio dell'800 e per più di 70 anni la politica prende tutta un'altra piega ben sintetizzata nelle parole del generale e consigliere prussiano (foto di lato) Carl von Clausewitz: "La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi".

Dresda 3 maggio 1849, la città è in rivolta (nel dipinto di fianco) ci sono barricate ovunque. I movimenti di Dresda fanno parte della Rivoluzione Tedesca fra il 1848 - 49 in Germania, in alcune province dell'Austria, in Ungheria, nell'Italia Settentrionale e in alcune zone della Prussia. Gli obbiettivi erano radicali e difficili: fine del regime nobiliare, creazione di un parlamento, libertà di stampa e di opinione. 


Sono anni in cui regna la censura in varie forme e nei diversi ambiti sociali. I compositori ed i loro librettisti devono fare molta attenzione a ciò che creano perché l'Ufficio della Censura esisteva ovunque nel nostro continente. Come sappiamo la censura in Italia era tremenda, oserei dire arcigna, e le case editrici avevano il loro da fare con i Commissari censori come ad esempio a Milano e a Venezia (con il regime Austro Ungarico) oppure a Roma (con la Commissione dello Stato Vaticano)

A Dresda sulle barricate ci sono persone comuni ma i capi della rivolta erano alcuni membri democratici del parlamento sciolto dal Re di Sassonia Federico Augusto II. I loro nomi sono Samuel Tzschirner, Karl G. Todt, Otto L. Heubner. Ma i grandi fomentatori erano Mikhail Bakunin e August Roeckel un compositore amico di Richard Wagner (foto di fianco) coinvolto nella rivolta con l'architetto Gottfried Semper (foto in basso a sinistra) che costruì l'Opera di Dresda e poi il teatro che Wagner ideo in persona a Bayreuth. 

In quella rivolta Wagner creò il primo prototipo di bomba a mano ancora oggi conservato nel suo museo a Bayreuth nella casa dove ha vissuto.

Per Bakunin non c'erano mediazioni o vie di mezzo. Il suo pensiero era molto chiaro: "O le varie teste coronate Europee accettano il parlamento, la costituzione e i diritti dell'uomo, oppure noi quei diritti noi ce li prendiamo con la forza".

Successivamente nel 1864 Bakunin entrò in contatto con Karl Marx a Londra e in precedenza con HegelF. Schelling e Pierre J. Proudhon.

La rivolta fu repressa nel sangue.

Bakunin (foto di lato) fu condannato a morte e poi estradato nel suoi paese di nascita in Russia, a San Pietroburgo, dove firmò una confessione e la pena fu commutata in esilio a vita in Siberia. Nel 1861 riuscì a fuggire in Giappone e poi in America. Morì in esilio a Berna il primo di luglio del 1876.

Gli altri fuggirono e trovarono asilo in Svizzera. Ma soprattutto Wagner andò in esilio a Zurigo con la prima moglie (la cantante e attrice Minna Planer) e non poté più mettere piede in Germania per ben 16 anni, colpito da un mandato di cattura del Re di Sassonia, che successivamente solo la benevolenza e l'ala protettiva di Re Ludwig II di Baviera riuscì a far abrogare. Wagner visse in esilio anche a Tribschen a Lucerna, per lui un periodo creativo da tanti punti di vista.

In sei anni di esilio a Tribschen Wagner mise a punto alcune delle sue opere principali come "I Maestri Cantori di Norimberga", "La Valchiria" il "Sigfrido", "Il Crepuscolo degli Dei" del ciclo dell'Anello del Nibelungo e il celebre "Siegfried Idyll", eseguito poi il 25 dicembre del 1870 per il compleanno della sua seconda moglie Cosima Liszt. Anche "Tristano e Isotta" è di questo periodo (1589).

Fra il 1857 - 58 Wagner compose i "Wesendonck Lieder" dedicati a Mathilde von Wesendonck che scrisse i testi (foto di lato) moglie di Otto von Wesendonck, ricco commerciante di Lucerna che divenne mecenate del compositore. Fra Richard e Mathilde nasce un legame affettivo ma entrambi erano sposati, un rapporto per niente facile in quell'epoca storica. Wagner ebbe un certo numero di amanti, donne molto ricche che lo aiutarono in tanti modi anche finanziariamente. La famiglia Vendramin Calergi gli diede la loro casa a Venezia (ad un affitto amichevole) e La Spezia, città dove scrisse il preludio de "L'Oro del Reno".



Dai "Wesendonck Lied" vi propongo "Schmerzen" ("Dolore")


  Il soprano è Lise Davidsen e Mark Elder dirige

Grazie a tutti per le visite
Buon fine settimana

mercoledì 13 dicembre 2023

Beethoven e gli altri...

Per la sesta puntata del viaggio in musica nei secoli eccoci arrivati ai primi trent'anni dell'800. Un periodo importante con il rischio che i vecchi poteri e le vecchie oligarchie europee tornino in auge. E' la cosiddetta "Restaurazione"

Per alcuni Europei l'epopea di Napoleone Bonaparte (l'uomo che non si piega alle grandi potenze europee) fu interpretata come l'ascesa di un grande leader che avrebbe cambiato il corso della storia. Come per il filosofo Georg W. F. Hegel che vedeva in Napoleone "colui "che riesce a cavalcare lo spirito del mondo". Uno dei pensieri di Hegel è ancora oggi molto attuale: "Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono".


George F. W. Hegel in un ritratto dell'epoca

Beethoven fu uno degli artisti inizialmente affascinati da Napoleone, tanto da dedicargli la celebre terza sinfonia del 1804 "Eroica" e non il concerto per pianoforte e orchestra n°5 chiamato "L'Imperatore", dedicato invece all'Arciduca Giovanni d'Asburgo Lorena. Quando venne a sapere che Napoleone si autoincoronò Imperatore (aveva invaso parte della Germania dichiarando guerra alla Prussia e all'Austria) per la delusione e la rabbia Beethoven strappò il frontespizio e alcune parti della sinfonia. Se possiamo ancora ascoltarla è grazie ad un collaboratore della casa editrice che seguiva Beethoven che ne salvò due copie. Lui e Hegel dovettero rivedere le loro idee...


Ludwig van Beethoven

Di Beethoven vi propongo 
"Fidelio Op. 72"
Ouverture dall'omonimo singspiel 
Il video è un classico: Herbert von Karajan
dirige i Berliner Philharmoniker



Di nuovo le barricate. Il 27, 28 e 29 luglio del 1830 Parigi è di nuovo sulle barricate. Ci volle una seconda rivoluzione per detronizzare Carlo X, ultimo sovrano della dinastia dei Borbone, per eliminare ancora una volta l'assolutismo monarchico. Al suo posto salì al trono Filippo I della dinastia Orléans per un fatto fondamentale: accettò la Costituzione e la difesa dei diritti dell'uomo senza esitazione e fu coerente in questo.  

Come sappiamo Germania e Austria sono i paesi di riferimento per il sinfonismo dato che hanno dato i natali a compositori come J. S. Bach. G. F. Haendel, W. A. Mozart e altri.


Franz Schubert

Oltre a Beethoven c'è un altro compositore geniale a prolifico: Franz Schubert nato a Vienna nel 1797 e morto a Vienna nel 1828 alla giovane età di 31 anni. Anche per questo compositore la prolificità musicale equivale alla bellezza delle sue creazioni. Infatti Schubert scrisse 4 opere liriche e 19 musiche di scena, 26 lieder, 10 sinfonie più 11 fra ouverture e altre partiture, svariate composizioni da camera, musica sacra, composizioni e sonate per pianoforte.

Di questo compositore vi propongo un famoso lead:
"Standcehn" cantata dalla bella voce del 
baritono tedesco Dieter Fischer Dieskau
accompagnato dal pianista Gerald Moore


Questi sono solo alcuni degli altri compositori di lingua tedesca, e cioè Robert Schumann e la moglie Clara Wieck, Felix Mendelssohn Bartholdy, Franz Liszt compositore e grande pianista, Carl Maria von Weber.

Il clavicembalo ormai è in soffitta. Dalla fine del '700 in poi il pianoforte e il violino diventano gli strumenti principali dei grandi solisti che si imporranno nell'Europa musicale nell'800 a cui sarà dedicata la prossima puntata...

Grazie a tutti per le visite
e Buona Settimana

sabato 9 dicembre 2023

Tutto Cambia con la Rivoluzione Francese...

Per la quinta puntata del viaggio musicale nei secoli arriviamo ad una data storica: 5 maggio 1789, la Rivoluzione Francese.

La Rivoluzione Americana, o Guerra di Indipendenza fra il 1775 e il 1783, fa da apripista per i diritti del popolo. Tra i fautori ci sono i Padri Fondatori del nuovo stato e sono George Washington, James Madison, Thomas Jefferson e Benjamin Franklin. Il 3 settembre 1783 con il Trattato di Parigi l'America non è più una colonia Inglese.


Re Luigi XVI di Borbone e la moglie Maria Antonietta d'Asburgo Lorena regnano su una Francia in totale default, usando un termine odierno. Il regno è allo sbando. Troppi debiti e troppe ingiustizie dilagano in Francia. Il popolo non ne può più. La povertà e le tasse sono in continuo aumento e la famiglia reale non si rende pienamente conto della situazione, forse anche mal consigliata dal loro entourage.

Il 14 luglio 1789 c'è la presa della Bastiglia che determina la fine dell'assolutismo monarchico, decisa con la convocazione degli stati generali a Versailles il 5 maggio 1789. Inizia il Regime del terrore giacobino per spaventerà tutta l'Europa. Pochi anni dopo un Generale Corso inizierà la sua carriera che porterà guerra e lotte in vari paesi europei: inizia l'era Napoleonica.


Inoltre, già dalla metà del '700 la prima rivoluzione industriale (nel settore tessile e metallurgico) cambia la società europea. Nascono nuove classi sociali: gli operai e la classe borghese, ad esempio, sono solo alcuni esempi.

Ma non basta...a Weimar, e in altre città tedesche, già dal 1772 nasce e cresce un nuovo movimento culturale destinato ad influenzare per diversi anni l'arte, la cultura e la sfera sociale europea. Sono i primi movimenti del romanticismo fra cui il celebre Strum und Drang ("Tempesta e Impeto") che influenzerà musicisti, letterati, filosofi, scrittori e artisti di tante discipline.

È incredible come, tutto sommato, nel giro di pochi anni avvengono cambiamenti così forti e radicali che non si esauriranno in quegli anni ma avranno un seguito anche nell'800.

Anche il teatro cambia. Nel '700 l'orchestra era "a vista" di fronte al palcoscenico, ma dalla Rivoluzione Francese in poi nei teatri viene costruita la fossa d'orchestra chiamata anche "Golfo Mistico". Inoltre già dai primi 30 anni dell'800 nascono i Loggioni, posti economici a sedere in teatro chiamati anche "piccionaia". Quindi l'opera lirica supera i confini sociali (nel '600 e nel '700 era l'era dei ricchi e dei nobili). Adesso la lirica coinvolge e piace anche alla gente comune.

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Pierre Augustin Caron de Beaumarchais era un drammaturgo e polemista francese ma sin da bambino aveva studiato musica e suonava chitarra, flauto, arpa e la viola. È lui che inventa "la commedia dell'intrigo" e nel 1778 inventa il ruolo di Figaro con la creazione teatrale "Le Mariage de Figaro" propugnando la difesa degli umili contro i ricchi (approfittatori e arraffoni) trasformando il ruolo in elegia popolare. Vi propongo l'ascolto di tre celebre motivi d'opera...

Lorenzo da Ponte e W. A. Mozart
scriveranno "Le Nozze di Figaro" 

Ecco l'aria "Non più andrai, farfallone amoroso"
Ruggero Raimondi nel ruolo di Figaro
produzione Metropolitan Opera House New York 1985


Giovanni Paisiello prenderà spunto da Beaumarchais

Qui la cavatina "Saper bramate, bella, il mio nome"
tenore Nicola Monti, dal film "Barry Lyndon" di S. Kubrik
dall'opera di Paisiello che ebbe grande successo

Ahimè l'interprete maschile del film Ryan O'Neal è morto in questi giorni


che sbaragliò tutti i concorrenti. Il successo fu immediato
e richiestissimo nei maggiori teatri europei

Qui il baritono Hermann Prey canta la celebre cavatina
"Largo al factotum della città" nella versione teatrale
andata in scena nel 1970 alla Scala di Milano diretta dal
M.o Claudio Abbado e la regia di Jean P. Ponnelle


La prossima puntata sarà dedicata
a Beethoven e ad altri suoi contemporanei

Grazie a tutti per le visite
e Buon Fine Settimana

mercoledì 6 dicembre 2023

Il Genio di Mozart...

Per la quarta puntata dedicata alla musica arriviamo al '700, il secolo di Wolfgang Amadeus Mozart e la sua genialità musicale senza limiti. Immensa la sua produzione musicale con opere liriche entrate nella storia europea, sinfonie, concerti sinfonici per vari strumenti solisti, cantate, musica per trio quartetto e orchestra da camera e la sua ultima creazione la Messa da requiem rimasta incompiuta, a causa della sua morte avvenuta il 5 dicembre 1791 a Vienna, e ultimata dal suo allievo Franz Xaver Sussmayr.

Mozart in un ritratto dell'epoca dipinto da
Joseph Siffred Duplessis esposto al Louvre di Parigi

Quando si parla di questi grandi esponenti della musica si corre sempre il rischio di dire cose ovvie, o peggio ancora, banali e scontate. Mozart si è sempre contraddistinto per la fantasia, la creatività e la capacità di spaziare su parecchi ambiti musicali. In alcuni casi si sente la contemporaneità con altri musicisti della sua epoca, come Franz J. Haydn e in alcuni casi Christoph Willibald Gluck ad esempio.

Il suo notevole talento è già presente sin dall'infanzia e il padre Leopold, anch'egli musicista, ne intuisce subito le doti e il talento portandolo in giro per l'Europa fra cui molte esibizioni in Italia (come a Bologna ad esempio), paese che Mozart padre e figlio considerano come la culla dell'opera lirica. 

Basti pensare al successo incontrastato del cosiddetto "Trittico Italiano" con "Così Fan Tutte", "Le Nozze di Figaro" e "Don Giovanni", grazie anche all'apporto fondamentale del poeta, letterato e librettista italiano Lorenzo da Ponte che successivamente, con coraggio e spirito di iniziativa, andò a vivere nel Nuovo Mondo stabilendosi inizialmente a New York (primo professore di italiano in quella che oggi è la Columbia University) e poi a Filadelfia quando aveva ampiamente superato i settanta anni.

Vi propongo due ascolti. Il celebre duetto fra Papageno e Papagena
dal suo grande capolavoro del "Flauto Magico"


Papageno è Wolfgang Brendel e Papagena è Gudrun Sieber
Wolfgang Sawallisch dirige l'Orchestra dell'Opera di Monaco di Baviera

Il secondo ascolto è "Madamina il Catalogo è Questo" dal "Don Giovanni"
dove Leporello, al servizio di Don Giovanni, spiega chi è il suo padrone
e quante donne ha conquistato in giro per l'Europa

Leporello è Ferruccio Furlanetto in una produzione
andata in scena al Metropolitan Opera House di New York
l'orchestra è diretta da James Levine

La questione dei rapporti fra Mozart e Salieri non sembra corrispondere
a verità sul fatto che il compositore italiano abbia ucciso Mozart
(vedi: "Il Vero rapporto fra Mozart e Salieri" e questo link)

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Note a Margine. 

Nell'epoca di Mozart era ben presente la Massoneria e a Vienna (come a Berlino, Parigi, Londra e altre capitali europee) rappresentava un circuito di libero pensiero e quindi la Massoneria dell'epoca non è assolutamente da confondere con i circuiti massonici odierni o del XX secolo.

Infatti nella Massoneria dell'epoca, come a Vienna, vi era libero accesso a chiunque ne facesse richiesta (uomo o donna che fosse) ricco o povero. Il padre di Mozart, Leopold, ne faceva parte da tempo e (come usanza dell'epoca) iscrisse anche il giovane figlio Wolfgang Amadeus. Ma a Vienna erano presenti in quello stesso circolo personaggi come Johann W. von Goethe e, addirittura, anche l'Imperatore d'Austria Giuseppe II che era anche mecenate di Mozart. Nel film "Amadeus" il compositore rimane stupito del fatto di trovare l'Imperatore ad una serata dedicata alla musica, cosa che avvenne realmente all'epoca.

Grazie a tutti per le visite
e Buona Settimana

domenica 3 dicembre 2023

Haendel e la sua epoca...

Per il terzo post del viaggio musicale il compositore e George F. Haendel che  rappresenta un'epoca, e cioè il passaggio dal rococò alla musica del settecento che precede il genio di Mozart.

George Friedrich Haendel nasce il 5 marzo 1685 in Germania ad Halle, ma gran parte della sua carriera si svolge a Londra e, in seguito, divenne cittadino inglese. E in Inghilterra Re Giorgio I (di origini tedesche) lo terrà sotto la sua ala protettiva.

Vastissimo il suo repertorio, come Johann S. Bach, che include composizioni sacre, sinfoniche, da camera, 25 opere liriche e altro. Due sue composizioni fra le più famose sono "Musica sull'Acqua" ("Water Music") con 50 musicisti che suonavano su una chiatta sul Tamigi posta di fronte alla chiatta del Re Giorgio I e tutta la nobiltà inglese. I "Royal Fireworks music" ("Reali Fuochi d'Artificio") sono l'altro celebre capolavoro di Haendel, commissionata da Re Giorgio II per il trattato di Aquisgrana del 18 ottobre 1748 che mise fine alla guerra di successione austriaca.

Di Haendel vi propongo un brano estratto da una delle sue opere più famose, aria per soprano: "Lascia ch'io Pianga" inizialmente usata nell'opera Almira, ma poi usata nell'aria "Lascia la spina, cogli la rosa" nell'oratorio "Il Trionfo del Tempo e del Disinganno".

Il soprano di coloritura Patricia Petibon canta
accompagnata dalla Venice Baroque Orchestra 


Il secondo brano è sinfonico, brioso e di facile ascolto
esiste anche la versione per organo


Grazie a tutti per le visite
e Buona Domenica

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Negli ultimi quattro anno non ho avuto febbre o virus covid.
Venerdì vado in ospedale a fare la seconda visita di controllo
post operatoria e la diagnosi è buona (le cicatrizzazioni sono
a posto, le vene non perdono più sangue e sto facendo una cura
a base di ferro). Salgo sulla metro e inizio ad avere freddo,
arrivo a casa e misuro la temperatura: ho la febbre a 39,4!

Faccio il tampone e sono positivo al covid, mi infilo a letto
ed ho un freddo da battere i denti, mi fa male ovunque.

Oggi la temperatura è tornata a 36.5 mi sento meglio
ma sono a pezzi...in questi ultimi mesi ho fatto il tagliando

Pausa Estiva...

 "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" Isaac Asimov una sua foto un po' inedita * * * * * * * * * * * * * * * * ...